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La quadratura del cerchio non è soltanto un modo di dire

"E' una struttura simbolica. Noi siamo poco abituati a credere che il simbolismo sia capace di dar luogo a una struttura: per noi è un fatto ermeneutico cioè qualcosa che va solo interpretato. Ma un' interpretazione dei simboli sarebbe artificiosa se questi non si fossero concretizzati in una struttura. Per capire il chiostro bisogna rifarsi alla storia stessa della salvezza, dalla Genesi all' Apocalisse, con i paralleli ricorrenti del giardino come giardino di Dio, come Sapienza incarnata; "Mi elevai come cedro del Libano / come cipresso sui monti dell' Ermon / Mi innalzai come palma dei rivi / come in Gerico cespo di rose / Come olivo in pianura magnifico / come platano ricco di fronde"...".

Quali sono gli elementi essenziali del chiostro?

"Il chiostro ha due percorsi: uno coperto e l' altro scoperto. Il percorso coperto sotto le logge o gli archi è quello di un quadrato, che però si compie in maniera circolare, antioraria. E' un itinerario di eternità: il circolo, simbolo del trascendente, è racchiuso nel quadrato, simbolo dell' immanente. La quadratura del cerchio non è soltanto un modo di dire, ma il modo di esprimere questa dialettica che si ritiene inconciliabile. Nel chiostro c' è la pretesa di riuscire nella conciliazione, perchè nella religione cristiana la trascendenza, Dio, si sono per definizione incarnati, si sono rivelati, da "trans" ad "in". Passeggiare al coperto significa compiere un itinerario di risanamento ascetico, andando dall' Antico al Nuovo Testamento: tutto il sistema del chiostro, la luce, gli alberi, le sculture, sono in funzione di questo itinerario, una lettura nello spazio e nel tempo".

"Ora i chiostri sono orientati in modo tale che ogni parte del giardino venga colpita dalla luce nell' arco delle ventiquattro ore, ma in maniera differente: la parte o tragitto iniziale dalla luce che tramonta, la parte finale dalla luce che sorge. Questo perchè l' inizio del giardino simboleggia Adamo, l' Antico Testamento, ancora confuso, lontano da Cristo, su cui può andare a cadere solo il sole calante, vicino alla notte, che si spegne; mentre la zona finale è quella oramai neotestamentaria, verso cui si indirizza la luce d' incarnazione e di promessa".

Lei ha parlato di un itinerario scoperto... "E' una percorrenza più drammatica e immediata, più libera: si va da un lato all' altro del quadrilatero, radialmente alla fonte dell' acqua, simbolo della vita, e quindi acqua non di pozzo, ma di sorgente, acqua potabile, acqua che si muove. Un passare non cronologico dall' Antico al Nuovo Testamento: il significato è sempre quello".

[Intervista di Stefano Malatesta a Padre Crispino Valenziano di Palermo, su Repubblica.it]

Il chiostro ha una sua sacralità poiché svolge un ruolo fondamentale nella liturgia, nell’ufficio divino e nella meditazione dei monasteri. Questi ultimi, sia maschili sia femminili, hanno come fulcro il “claustrum”, inteso come luogo in cui l’uomo può incontrare Dio attraverso la meditazione, la “deambulatio”, la preghiera, il canto, la lettura, la riflessione a volte sollecitata da immagini pittoriche o scultoree significative da un punto di vista biblico o per la storia dell’Ordine. La pianta rettangolare o quadrata possiede solitamente al centro un pozzo che, oltre a svolgere la sua funzione primaria, è considerato anche “fons vitae” rimandando al significato dell’acqua intesa come simbolo di purificazione e rinnovamento dello spirito.

Una sorta di cittadella di Dio, una Gerusalemme celeste, dove il monaco trova tutto ciò che serve per le esigenze dell’anima, dell’intelletto e del corpo. Il “chiostro del Pozzo” ricalca in gran parte tale struttura, infatti ogni braccio risponde ad una precisa funzione: quello posto ad est, è destinato alla vita spirituale e all’amministrazione quotidiana; quello opposto alla chiesa, assolve alle attività domestiche; quello ad occidente, ospita i locali per i fratelli conversi ed infine quello a nord è destinato alle riunioni quotidiane dei monaci per la lettura comune, per cerimonie o per studio in ragione anche della presenza di tre portali con le scritte “PHILOSOPHIA”, “THEOLOGIA”, “LOGICA” indicanti probabilmente delle aule (5). Normalmente nel chiostro avviene la “statio” cioè il momento di raccoglimento e di preghiera prima di iniziare la liturgia monastica in chiesa e vi si svolgono anche processioni accompagnate da canti gregoriani. Nella tradizione monastica il chiostro viene considerato come il giardino biblico-liturgico, riveste inoltre una speciale sacralità protetta da un’atmosfera raccolta e discreta. Spesso i monaci passeggiano lungo il chiostro con il cappuccio in testa quasi ad esaltare quel raccoglimento che il luogo offre per le sue caratteristiche architettoniche. Il chiostro, dunque, è il posto ove il monaco protetto dalle intemperie, dal sole e dal vento, passeggia in silenzio, medita e mantiene un contatto fisico con il cielo, infatti nessun “claustrum” è completamente al coperto, sarebbe come costruire una barriera tra la creatura ed il creatore.

Alla luce della frenesia che caratterizza ed avvilisce il nostro tempo si è persa l’attitudine propria dell’essere umano alla meditazione, al raccoglimento ed alla riflessione. Guardando il chiostro è inevitabile non pensare al tempo che passa ed alla necessità di riacquistare la capacità di raccogliersi e guardare in se stessi.

[da "Il significato spirituale dei chiostri", Paola Restagni, sul sito della Associazione Centro Culturale Leone XIII, Perugia 2004 ]

[Abbaye St-Pierre, Moissac, Occitanie, France]

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